11 Nov RAI Senior, Antonio Calajò plaude al nuovo Calendario della Polizia di Stato “Un esempio di famiglia e di passioni comuni”.
Il Presidente di RAI Senior interviene sulla cerimonia di presentazione, lunedi sera 10 novembre a Roma, del Calendario della Polizia di Stato 2026, e lo fa per manifestare l’apprezzamento di tutta RAI Senior “per una iniziativa solenne e corale che richiama ai valori tradizionali della famiglia e dello Stato”.
“Ho avuto il privilegio di vedere il vostro calendario -commenta il Presidente di RAI Senior Antonio Calajò– rivolgendosi idealmente al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, al Capo della Polizia Vittorio Pisani,e al Responsabile delle Relazioni Esterne e del Cerimoniale Domenico Cerbone– e dentro ho ritrovato lo stesso spirito di famiglia e di comunità che noi di RAI Senior da 50 anni a questa parte abbiamo tentato di costruire in RAI e che continuiamo a difendere oggi come valore fondamentale della nostra storia.E come in polizia, anche da noi in RAI dietro i gruppi di lavoro e i grandi progetti ideali ci sono facce e storie di uomini e donne che hanno fatto grande la nostra azienda, e di questo – così come voi andate fieri della vostra storia- noi lo siamo della nostra. Complimenti e lunga vita alla Polizia di Stato”.
LA CRONACA DELLA MANIFESTAZIONE DI ROMA

Tanta RAI tra i partecipanti alla manifestazione che si è tenuta l’altra sera a Roma.
Non si poteva immaginare festa davvero più bella e più avvolgente di questa per il lancio del Calendario 2026 della Polizia di Stato, presentato ieri a Roma alle Terme di Diocleziano e affidato ad una regina della televisione di Stato, la giornalista RAI Laura Chimenti, che ha condotto la serata con una classe ed un rigore encomiabili e di altissimo livello professionale.

Ecco il nuovo calendario che parla di noi, delle nostre storie- scrive nell’editoriale che apre il Calendario della Polizia Vittorio Pisani– e che si proietta verso la gente, parlando di quel futuro che vogliamo costruire insieme a voi”.
Una festa corale ieri sera a Roma, una cerimonia quanto mai sobria ma piena di emozioni, di calore umano, di suggestioni private, curata nei minimi dettagli dal nuovo Capo delle Relazioni Esterne e Cerimoniale della Polizia di Stato, Domenico Cerbone, un signore della comunicazione istituzionale- e che quest’anno insieme al suo staff “eventi” ha fatto di questa manifestazione un incontro di straordinaria umanità di corpo, davvero nel senso più bello e più completo del termine.

Un frullatore di “storie personali”, una più bella dell’altra, e che sono poi le nostre storie di vita -dice con grande senso dello Stato il Capo della Polizia Vittorio Pisani– Sono le storie delle nostre città, dei nostri paesi, delle nostre periferie, le storie soprattutto di migliaia di uomini e donne che ogni giorno vestono la divisa della polizia di stato e scendono per le strade a servire il Paese. Quello che emerge in queste fotografie d’autore è il medesimo filo conduttore: la passione per il proprio lavoro e l’orgoglio di indossare una divisa simbolo di legalità, fiducia e umanità”.

Non a caso la scelta di Laura Chimenti, di aprire la serata d’onore con un minuto di silenzio in ricordo di Aniello Scarpati, 47 anni, padre di tre bambini, Assistente Capo Coordinatore della Polizia di Statoche il 1° novembre scorso a Torre del Greco è stato travolto da un’auto in corsa mentre era in servizio sulla strada, insieme al suo compagno di squadra Ciro Cozzolino, 37 anni, rimasto invece gravemente ferito. Ma è anche questa la vita di un poliziotto al servizio dello Stato.

“Questo di oggi è un appuntamento molto importante per noi- precisa ancora Vittorio Pisani– perché ci consente di entrare nelle case degli italiani e mettere in mostra i nostri valori più tradizionali e migliori attraverso le fotografie”.

In prima fila ci sono il Vicedirettore Generale della Pubblica sicurezza con funzioni vicarie Prefetto Carmine Belfiore, il Capo delle Specialità della Polizia di Stato Prefetto Renato Cortese, il Prefetto Alessandro Giuliano, figlio di Boris Giuliano, il capo della squadra mobile di Palermo assassinato dalla mafia nel 1979, il dr.Antonio Pignataro, Consulente Speciale del Dipartimento delle Politiche antidroga della Presidenza del Consiglio, un ruolo di altissimo profilo istituzionale anche questo.

A firmare gli scatti fotografici di questo bellissimo calendario 2026 sono stati due maestri della fotografia italiana, Settimio Benedusi e Guido Stazzoni, fondatori del Collettivo Ricordi Stampati, e che alla stessa Laura Chimenti raccontano le emozioni vissute nel corso di questi mesi a lavoro con i vari gruppi speciali della polizia di Stato, “Con i Nocs per esempio ci è sembrato di essere entrati nel mondo delle favole”.

I 12 scatti del calendario raccontano la forza del gruppo ma, soprattutto, “la persona dietro la divisa”. Attraverso il ritratto di singoli poliziotti, vengono raccontate le loro storie e le loro passioni ma anche le motivazioni che li hanno spinti ad entrare a far parte della Polizia di Stato e a scegliere di dedicare la loro vita al servizio degli altri.
Per fare emergere questo doppio livello, nei loro scatti, i fotografi Settimio Benedusi e Guido Stazzoni hanno dato vita a un racconto, alternando ritratti individuali in bianco e nero a fotografie di gruppo, in cui l’utilizzo di un pannello da fotografo viene in aiuto per definire l’identità personale del singolo all’interno di un gruppo, in cui tuttavia ogni elemento resta essenziale.

Iconico il racconto del Commissario Capo Danilo Ricciardiello, che accompagna la penultima pagina, mese di novembre, e che il calendario dedica ai famosi “falchi” di Napoli: “Ho l’onore di servire la mia città, Napoli. Dopo la laurea in giurisprudenza e l’abilitazione forense, ho scelto di intraprendere la carriera in Polizia vincendo il concorso da commissario. Dopo il corso di formazione a Roma, sono tornato subito a Napoli, iniziando in volante, a diretto contatto con i cittadini. Un incarico operativo, intenso, che mi ha formato profondamente. Oggi dirigo la sezione Falchi della Squadra Mobile. Indossare la divisa nella mia città è motivo di orgoglio e responsabilità. Lavorare tra la gente, parlando la loro lingua e condividendone i valori, è ciò che rende questo lavoro autentico. Era il mio sogno da bambino, e ogni giorno cerco di onorarlo con dedizione e rispetto”. E via di questo passo.

L’edizione 2026 del Calendario della Polizia di Stato -sottolinea più volte anche il Ministro degli Interni Matteo Piantedosi– vuole far emergere “l’umanità dietro la divisa, il punto d’incontro tra identità professionale e vita personale, tra squadra da una parte e singolo dall’altra, elementi, questi, che si completano e si sostengono a vicenda”.

Il Calendario che oggi presentiamo- aggiunge ancora il ministro- “lancia un messaggio molto potente che mette insieme l’autorità e l’autorevolezza dell’istituzione con l’umanità che traspare dalle storie personali: due aspetti che possono sembrare concettualmente in contrasto ma che in realtà stanno insieme perché dietro ogni divisa c’è una persona e la sua storia. La Polizia di Stato è un ponte tra la sicurezza e la libertà dei cittadini”.
Da un lato la fotografia di gruppo, dall’altro il ritratto in bianco e nero di una singola persona che di quel gruppo fa parte, e che in poche righe racconta aspetti della propria vita, mettendo dunque insieme esperienze e aspirazioni comuni.

L’edizione 2026 di questo nuovo calendario vi dicevo racconta la Polizia attraverso le persone, ogni mese un gruppo di operatori è affiancato dal ritratto in bianco e nero di uno di loro, che si racconta in poche righe. Storie di vita, dedizione e sogni che si intrecciano con il servizio al Paese. C’è Concetta, ispettore a Malpensa e madre di Gabriele, che ha imparato a bilanciare famiglia e lavoro; Mauro, prossimo alla pensione, che da bambino sognava la divisa e oggi guarda con orgoglio alla sua carriera; Julia, atleta paralimpica delle Fiamme Oro, che grazie alla scherma ha ritrovato forza e sorriso; e Medy, nato a Mantova da genitori bengalesi, per cui la divisa è simbolo di riscatto e amore per l’Italia.

La ciliegina sulla torta è che parte del ricavato della vendita del Calendario andrà come tutti gli anni proprio ad importanti iniziative benefiche: al progetto di solidarietà Unicef ‘Zambia’, a difesa del diritto all’acqua di tutti, in particolare dei bambini- in sala ci sono il presidente di UNICEF Italia Nicola Graziano e l’ambasciatore UNICEF Gabriele Corsi– e al Progetto ‘Marco Valerio’, che sostiene i figli dei dipendenti della Polizia di Stato affetti da patologie gravi e croniche.

Location da oscar, straordinaria la padrona di casa, l’archeologa Federica Rinaldi, direttrice del Museo Nazionale Romano, e tanti Vip in sala. Per il mondo dello spettacolo e della tv la regina dei talk show Paola Saluzzi, “donna della polizia” a tutti gli effetti, immagine patinatissima di Mamma RAI prima e oggi di Tele2000, Ingrid Muccitelli (Mattina in Famiglia), Daniela Ferolla (Uno Mattina), il conduttore televisivo Gabriele Corsi, l’attrice Paola Minaccioni, l’attore Pierpaolo Spollon, il conduttore Beppe Convertini e il giornalista David Parenzo.

Ma dietro le quinte c’è anche il grande regista di RAI UNO Giuseppe Sciacca, che in RAI ha firmato le dirette televisive istituzionali più importanti della storia della RAI di questi ultimi.

In prima fila anche il vignettista satirico Osho, Federico Palmaroli, che sul calendario di quest’anno ha realizzato due vignette, basandosi su due foto molto particolari del calendario stesso. Per il mondo dello sport erano presenti Marco Mezzaroma, presidente Sport e Salute, e il presidente del Coni, Luciano Bonfiglio. Quanto basta insomma per raccontare quanto amore la gente abbia ancora per la Polizia di Stato.

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